LibreOffice: NO AI is a feature
Rilasciato LibreOffice 26.8: adesso l’assenza di Intelligenza Artificiale è considerata una feature.

Il 26 agosto 2026 The Document Foundation ha rilasciato LibreOffice 26.8, la nuova versione principale della storica suite libera e open source per la produttività personale. Una release che porta con sé numerose novità tecniche, ma anche una caratteristica che oggi può sembrare quasi controcorrente: non contiene Intelligenza Artificiale generativa.
In un momento in cui l’IA viene inserita praticamente ovunque — dagli elaboratori di testo ai browser, dai sistemi operativi agli strumenti per la posta elettronica — LibreOffice sceglie una strada diversa. E lo fa dichiarandolo apertamente: “no artificial intelligence”.
L’assenza dell’IA diventa una scelta
La questione non è semplicemente che LibreOffice “non ha ancora” una funzione di IA.
La Document Foundation chiarisce che LibreOffice 26.8 non contiene funzionalità di IA generativa, che i documenti non vengono inviati a servizi remoti per essere elaborati e che nessun componente della suite richiede una connessione alla rete per funzionare.
Si tratta quindi di una scelta progettuale, non della semplice assenza di una funzionalità ancora da implementare.
È un approccio coerente con la storia del progetto. LibreOffice nasce infatti come software libero e open source e viene sviluppato dalla comunità attorno a The Document Foundation, con l’obiettivo di garantire agli utenti la possibilità di utilizzare, studiare, modificare e distribuire il software.
In altre parole: il programma non ha bisogno di sapere cosa stiamo scrivendo per aiutarci a scrivere.
Un’alternativa al modello “AI ovunque”
Negli ultimi anni molte suite per l’ufficio hanno iniziato a integrare assistenti basati sull’intelligenza artificiale.
L’idea è interessante: scrivere o riscrivere testi, riassumere documenti, generare formule, creare presentazioni, analizzare dati o suggerire contenuti direttamente all’interno del programma.
Ma questo modello comporta anche una domanda importante: dove vengono elaborati i nostri dati?
Con LibreOffice il principio è molto più semplice. Il documento rimane sul computer e la suite continua a svolgere il proprio lavoro senza dover necessariamente dialogare con un servizio cloud per ogni operazione.
Per chi lavora con documenti personali, dati aziendali, informazioni riservate o materiale scolastico, questa impostazione può rappresentare un elemento importante da considerare.
Ma LibreOffice 26.8 non è soltanto “quello senza IA”
Ridurre LibreOffice 26.8 all’assenza dell’intelligenza artificiale sarebbe però ingeneroso.
La nuova versione introduce infatti numerosi miglioramenti. Tra questi troviamo il nuovo Paragraph Composer, un sistema di composizione tipografica che considera la spaziatura dell’intero paragrafo anziché intervenire riga per riga.
Sono inoltre stati migliorati il supporto per le scritture da destra verso sinistra e per i sistemi di scrittura complessi, il supporto alle varianti dei caratteri OpenType e la gestione dei documenti provenienti da altre suite per l’ufficio.
Anche Calc riceve nuove funzionalità, tra cui i Calculated Fields nelle tabelle pivot, mentre Impress e Draw introducono la possibilità di utilizzare più formati di pagina all’interno dello stesso documento.
La nuova versione migliora inoltre il supporto al formato Markdown, l’esportazione EPUB, lo scorrimento dei documenti, l’esportazione SVG e altri aspetti delle prestazioni della suite.
Una scelta interessante anche per la scuola
C’è poi un aspetto che merita particolare attenzione in ambito scolastico.
L’assenza di un assistente IA integrato significa che LibreOffice continua a essere uno strumento che richiede all’utente di fare il lavoro.
Scrivere un testo significa scriverlo.
Costruire una formula in Calc significa conoscere la formula.
Preparare una presentazione significa organizzarne i contenuti.
Formattare un documento significa imparare a utilizzare Writer.
Questo non significa essere “contro” l’intelligenza artificiale. Significa piuttosto distinguere tra utilizzare l’IA come strumento consapevole e avere un assistente automatico incorporato in ogni programma.
In un contesto educativo, questa distinzione può essere particolarmente interessante: LibreOffice permette di continuare a insegnare le competenze fondamentali degli strumenti informatici senza che queste vengano immediatamente sostituite da un comando del tipo “fallo per me”.
Il ritorno a un’idea più semplice del software
C’è qualcosa di quasi nostalgico nella filosofia di LibreOffice.
Un programma installato sul computer.
Un documento salvato sul proprio disco.
Un formato aperto.
Nessun account obbligatorio.
Nessun assistente che interviene continuamente.
Nessun contenuto da inviare a un server per poter svolgere le normali operazioni d’ufficio.
È una concezione del software che appartiene alla tradizione dell’informatica personale, ma che oggi torna ad avere un significato particolare.
L’IA non deve necessariamente essere presente ovunque.
E forse, nel 2026, poter scegliere un programma che non vuole pensare al posto nostro è una funzionalità a tutti gli effetti.
LibreOffice 26.8 è disponibile per Windows, macOS e Linux.
